Archivi tag: morte

Eros, Hypnos, Thanatos

Siamo avvezzi al concetto dell’ineludibile conflitto tra Eros e Thanatos, ma forse è più realistico pensare che il vero conflitto è quello tra Hypnos e Thanatos. Il sonno spegne quotidianamente l’azione e se non fosse per l’attività onirica, anche l’immaginario … Continua a leggere

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Dormire

  il sonno ci conduce sul confine quasi una morte in prova _ poi si torna_ ma quando resteremo addormentati in un mattino che non ci vedrà che non vedremo avremo perso il giorno e non sapremo della nostra assenza … Continua a leggere

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La beffa dell’arca

Avremmo visto il luogo in cui si nasce dalla propria morte e si continua a vivere in esilio _quando inventammo il cielo_ ciascuno immerso nelle proprie nuvole con la testa al di là delle montagne un santo scalatore o un … Continua a leggere

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L’eroe dismesso (soltanto l’ippogrifo prese il volo)

«Io sono colui che viene dal profondo. Mylords, voi siete i grandi e i ricchi. Cosa pericolosa. Voi approfittate della notte.» (Victor Hugo – L’Homme qui rit) Accese il fuoco sedette sotto l’albero del pane gesti lenti _era la madre … Continua a leggere

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Sibille in trapassati semplici

    Forse i morti rimangono impigliati in un tempo crivello a maglie larghe _ ciottoli scritti a mare di tempesta_ e leggono romanzi nella sabbia con occhi intrappolati nei granelli cose da pazzi e da poeti portare fatti e … Continua a leggere

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Questa la metto qui

per non dare nell’occhio perché parlo di morte e carnevale della bellezza della vita andata di come la vecchiaia sia una schifezza _questa parola allappa i benscriventi_ io me ne infischio e penso ai casi miei d’altronde chi può mettersi … Continua a leggere

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L’equivoco del bello e del possibile

  Prendiamoci la folgore e il boato andiamo dove il senno si è perduto dov’è rimasta la follia dei sogni __vascelli in altocielo navigare partendo da balconi__ il tempo degli umani in cifre nuvole battuto dalle piogge siderali lo sfolgorio … Continua a leggere

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La mietitrice affetta da clemenza senile

    Ha perso la sua falce nei dintorni di casa mia, qualunque fosse ne ha perdute a decine penso che m’abbia presa a benvolere se continua a tenere le distanze dagli annessi e connessi _le azioni di routine, casse … Continua a leggere

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Distanze non omologabili

  Penso vicino e tutto s’allontana e si fa sera sulle tazze sporche lasciate nell’avello era lavello _la mente va di suo puntualizzando frasi impronunciate con quelle adatte al luogo ed al bon ton_ tanto è lo stesso la morte … Continua a leggere

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Nota barocca

Volevo scrivere qualcosa di felice che non avesse il timbro di giorni opachi il verso arrotondato divino Bach concertatore d’aria mi sbalordisce in fuga sotto il piumino d’oca un po’mi sento ladra d’altri voli nel cavo delle cose inadeguate fuori … Continua a leggere

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Idrofania

  Moli e ponti stazioni pensiline strade selciati marciapiedi gatti e tetti distese di papaveri e giunchiglie i profili dei corpi hanno tendenza a sgretolarsi. L’apparenza non porta storie vere e nemmeno la morte è convincente __scriversi nome e data … Continua a leggere

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A divinis

  Dovrebbe raccontare di lembi trattenuti a un cornicione o chapiteau di circo senza rete se solo avesse appreso d’essere in mille e più, a cadere. Avvitandosi appare e poi scompare il dicitore amabile esibisce numeri d’altra luce a volte … Continua a leggere

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Causa pranzo

sulla montagna l’ufficio chiude a mezzodì mancano pesci e pane moltiplicarli è impresa da titani _ a timbrare la fame non ci sono profeti agli sportelli _ le direttive sono impopolari: la morte è irrilevante se la benedizione del pastore … Continua a leggere

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Tra parasoli, lapidi e fisica quantistica

con una certa nonchalance _un cenno rimediato da giorni in dotazione Kronos ci fu magnanimo e solerte aggettivando si potrebbe dire cosa sicuramente più appropriata :ardeva il fuoco i corpi in avanzato stato di contraffazione oltre la cenere ci vennero … Continua a leggere

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Serra di sera

  ho scritto ancora e non mi rende la certezza della fine c’è bellezza nel sale la cruna da cui passano cammelli lo scuotere di sassi in un barattolo _tossire della ghiaia dicendo impronte _ sembra un nonsense biancore d’anni … Continua a leggere

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Telomerasi

  vagabondi fuori dalle gimcane o dentro_____ fate voi ché tanto nulla cambia moltiplicarsi infine era un dettaglio divino o un diktat anche su questo fate voi l’arca non ci stupiva più di tanto eravamo zavorra da padroni dentro c’erano … Continua a leggere

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Singolarità temporali

gli orchestratori delle vie fluviali eseguono tempeste di sconcerto canoni inversi in rifrazioni d’acqua e non si può parlare ci si muore sapendosi indifesi per stanchezza chi si è rinchiuso dentro il corpo fantasma di se stesso (dei suoi mali … Continua a leggere

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Riflessioni di una mente appollaiata su un ramo pericolante

Scrittori e poeti veicolano attraverso la parola gli aspetti dell’esistenza, registrano eventi e stati emozionali, elaborandoli in maniera personale, tuttavia universalmente riconoscibili. La cognizione della realtà è la risultanza di schemi culturali che conformano le contestualità in una distorsione rappresentativa … Continua a leggere

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i miei figli

 Di una realtà ignota e sconfinata in cui si manifesta l’universo, dalle stelle remote alla natura di questo nostro pianeta, trasmettere la vita ad altri esseri umani è l’evento che trasforma il corpo di una donna in atanor, artefice dell’alchimia … Continua a leggere

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Luogo a recedere

    terre disabitate  _sembrano_ trafitte dalle cose maledette ogni paese ha mezzelune e croci profilate nei cieli angusti varchi tra minareti e cupole: a quel dio dal bellicoso cuore,  immagine degli uomini che hanno perduto il senno _e sono morti tutti gli ippogrifi_ … Continua a leggere

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